martedì 18 agosto 2015

Social Network tanto Amata, tanto Odiata.


Con fb ho visto di tutto!

Rivisto i miei vecchi amici. Alcuni li ho frequentati con piacere e notato che sono rimasti tali e quali. 

Ho visto cose che non avrei mai voluto vedere e, per come è strutturato questo social network, è inevitabile come respirare l'aria. Foto orribili di animali torturati, per una buona causa, dicono, per carità, ma in realtà ho ancora nella memoria quelle orrende immagini.
Storie illustrate di forte degrado e di guerra con spargimento di sangue.
Inutile spuntare la voce “non seguire più”, perché ci sarà un altro amico che le pubblicherà.

Ho visto anche innumerevoli cartoline simpatiche e comiche con battute a volte un po' stupidine, cartoline con perle di saggezza, che se lette ogni tanto sono perfette, ma lette tutti i giorni, giorno dopo giorno, assumono un sapore arrogante, saccente e presuntuoso.
Ho imparato che i padroni dei cani, se non sono pazzi d'amore per i loro Amici poco ci manca. Mi meraviglio che non abbiano ancora spodestato il proprio coniuge.

Ogni giorno si leggono gli umori e le "lune" di tutti. E perché piove e perché non piove, e perché fa caldo è perché fa troppo freddo. Chi si lamenta tutti i giorni e non è mai contento. Quasi mai un discorso intelligente, e se si scrive un pensiero più approfondito, rispondono che l'argomento è troppo serio ed è meglio parlarne in altra sede. Questo fa capire presto che nei social network non si deve mai esprimere veramente la propria idea ma, come in un'osteria di paese, si lanciano stupidaggini in continuazione. Non mancano persone che invece di commentare semplicemente si mettono a discutere e nei peggiori dei casi ad offendere.

Ogni giorno si assimilano numerose notizie sulla vita privata di amici e conoscenti. A volte anche troppo delicate e dolorose.
Persone che pubblicano decine e decine di post al giorno e mi chiedo dove trovano il tempo per la loro famiglia, il lavoro? Disattenzione verso il proprio partner e tentazioni possono distruggere anche un matrimonio.
Un altro bel argomento, il lavoro. E’ mai possibile che si debba entrare nei social network durante l’ora di lavoro distraendosi dalle proprie mansioni?

La cosa interessante di questo social network sono gli aggiornamenti che si possono avere con politici o alcune istituzioni che ci possono interessare ma quelli si trovano anche nei loro blog o siti internet.

Si trovano gruppi molto interessanti di fotografia, ma anche gruppi di totale stupidità da cui mi sono dissociata immediatamente ponendomi la domanda sul livello di pensiero del popolo medio?

Cosa succede quando si entra in un Social Network?

E' un continuo guardare il cellulare per vedere chi ha pubblicato, chi ha lasciato un messaggio, una chiamata in chat, si pensa di guardare solo per un attimo ed eccoci a scorrere le pagine e il tempo vola e dopo mezz’ora ci accorgiamo che la pasta è scotta, che intanto il negozio sotto casa ha chiuso, ma non c’è problema, la spesa la faremo domani. Rimandiamo al giorno dopo il cambio degli armadi e quando lo facciamo non lo facciamo con la precisione di una volta e anno dopo anno si accumula tutto ciò che non ci serve.

Siamo in autobus e ci attacchiamo al cellulare, al supermercato in fila alla cassa e non vediamo neanche chi c’è intorno. Ieri una ragazza, e dietro di lei, un ragazzo, entrambi al cellulare, hanno creato una coda molto lunga, non perché c’era molta gente ma semplicemente perché non avanzavano verso la cassa. 
La situazione peggiore sono coloro che usano il cellulare in auto rallentando il traffico oltre a essere pericolosi per se stessi e per gli altri.
Un giorno ho osservato un gruppo di ragazzini, uno di fianco all’altro senza parlarsi e tutti con la testa china sul cellulare in cerca di una vita che non c’è.

Chi leggeva molti libri rallenta la lettura fino quasi a smettere di leggere cambiando la cultura con la spazzatura.

Inutile negarlo, i social network, di qualunque tipo siano, creano dipendenza alterando il senso reale ed i ritmi della vita.

Una volta si raccontava ai propri amici tutto al rientro delle ferie, oggi è un continuo dimostrare dove si è in quel istante, al ristorante, in pizzeria, passeggiate in montagna, viaggi favolosi o al mare vicino casa.

Se non si pubblica è come se non si avesse fatto niente, non si esistesse. Io esisto perché presento la mia vita in internet. Poco importa il prezzo da pagare. Stress, perdita di sonno, disordine mentale.
Alla fine quello che potrebbe essere un mezzo di comunicazione per aprirci al mondo, lentamente crea delle pareti invisibili che partono da lontano e man mano che passano i giorni e gli anni, si stringono intorno a noi con il rischio che non interagiamo più con il nostro vicino.

Il problema peggiore è che le persone non se ne accorgono e negano l’evidenza. Giusto fare l’esperienza ma uscirne ancora di più.
O mantenere un giusto distacco ma questo non è facile.
Il problema è che con il tempo abbassa la nostra attenzione e la ricerca di situazioni più intelligenti e interessanti creando un impoverimento intellettuale

Quando si smette ci si sente liberati e la vita nuovamente in mano nostra senza giudizi, confronti e pregiudizi.
Noi e la nostra vita e quello che "scegliamo" di vedere e leggere per noi stessi.

Cristina Deboni


venerdì 7 agosto 2015

Un Ponte tra Noi e le Vittime dell’Olocausto Nucleare di Hiroshima e Nagasaki. "Lanterne sull'Adige" a Verona.





Secondo un'antica tradizione giapponese adagiare sul fiume una lanterna rossa
crea un ponte tra i vivi e i morti. 
Ieri sera centinaia di lanterne rosse sono state posate sul fiume per ricordare questo tragico evento.