venerdì 19 giugno 2015

Un bel pomeriggio d'estate, indolente e pigro, il resto poteva anche aspettare.

In passato mi dilettavo a scrivere brevi racconti che ho ritrovato in questi giorni. 
Ecco un brevissimo racconto di molti anni fa di una pigra e calda giornata d'estate. 
Giusto un esercizio di scrittura per trasferire la sensazione provata quel giorno. 
I nomi sono inventati ma i fatti reali. 


Quella mattina d'estate Stefanie Defur si alzò presto, come era solita fare negli ultimi mesi, e con un pò di nostalgia guardò fuori dalla finestra, il cielo era carico di calore ed elettricità.
Dopo una doccia fresca, pettinati i lunghi capelli castani all’indietro e applicato un filo di rossetto rosa, scese le scale avvolta nel suo abito leggero di lino bianco e si avviò velocemente al supermercato a fianco della propria casa. 
Mentre percorreva il breve tratto sentì un vento caldo e umido accarezzare le sue braccia e notò come ricordasse il vento della Tunisia, caldo, intenso, leggero e una piacevole sensazione di aspettativa in una giornata pigra e lenta.  
Comprò arance, limoni, pesche, pane e nient’altro; aveva fretta e per il resto della spesa ci avrebbe pensato nel tardo pomeriggio. Appena rientrò in casa ripose la spesa nel frigo e preparò una bella colazione da consumare sul tavolo esterno del balcone.  
Il vento giocava tra le foglie e i petali delle petunie fucsia, tra i fiori lilla delle verbene che quell’anno, a causa del gran caldo, erano sfioriti velocemente e tra gli inamovibili gerani di un rosso acceso come il fuoco. Una nube di vapor acqueo copriva tutta la campagna con il presagio di una pioggia violenta e rinfrescante che poi, seppur temuta, non arrivò. 

In basso, nel giardino, un gatto grigio e tigrato s'inoltrava sotto la siepe a caccia di merli sprovveduti che, pensando di fare cosa buona, avevano nidificato in mezzo alle foglie.

Ad un tratto il trillo del telefono la distolse da tutto questo. Rientrò in casa e prese la cornetta del telefono.
«Pronto?»

«Ciaaoo, sono io, Andrea.»  Ancora lui, ma non si stancava mai?

«Si, cosa vuoi?» Stefanie era molto irritata per la sua insistenza.

«Parlarti.»

«Dimmi.»

«Mi manchi, ho bisogno di vederti... non essere arrabbiata con me, ti prego.»

«Ti ho già detto che stufi! Non ti voglio più vedere.»

Andrea non capiva che il suo atteggiamento allontanava le persone. 
A volte si comportava come un bambino viziato e a nulla serviva ripetere le cose cento volte perché ogni volta ripeteva gli stessi errori. 


Un violento cinguettio e rumore di foglie proveniente dalla siepe distolse la sua attenzione da quella noiosa telefonata. 


Stefanie andò sul balcone e vide un gatto gettare sul prato un cucciolo di merlo che paralizzato dal terrore non riusciva a scappare. 
Il gatto lo dominava, volse lentamente la testa e guardò pigramente Stefanie con i suoi occhi di ghiaccio prima di assestare la zampata finale sul povero merlo che, con le ali aperte e appoggiate sul prato, gli fungeva quasi da tappeto. 
Stefanie urlò al gatto di andarsene, lui la guardò stupito ma non si mosse. Gli gettò un sasso trovato casualmente nel vaso dei gerani che era stato appoggiato il giorno prima dalla sua nipotina.  
Il piccolo merlo, dello stesso colore della terra, si riprese dallo shock e approfittò della distrazione del gatto e con un bel volo, anche se incerto, raggiunse la cima di un alberello fiorito. 
Il predatore corse via, ma, testardo, tornò alla carica e si avventò nella siepe.

«Ma allora insisti!» 
Stefanie prese da un tavolino in ottone, finemente inciso, tre gocce ornamentali di vetro blu e le gettò con forza nella siepe. 
Finalmente il grande cacciatore disturbato nel suo operare se ne andò alla chetichella.


«Pronto, mi ascolti!» 
La voce le giunse da lontano, si era dimenticata di Andrea! Un sorriso apparve sul suo viso.
Il caldo come un gigante l'abbracciava e l'avvolgeva rallentando i suoi movimenti e la mente.

Un bel pomeriggio d'estate, indolente e pigro, il resto poteva anche aspettare.


Cristina Deboni

12 commenti:

  1. Titolo d'effetto, proprio come piace a me... e poi c'è il caldo, quella sensazione avvolgente che ti fa star bene, per un attimo sono stata Stefanie!
    Ciao carissima Cristina.
    Francesca

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    1. : ) sono contenta ad essere riuscita a rendere un po' l'effetto vissuto! grazie del tuo commento Francesca! e speriamo che quest'anno si sbrighi a ridarci quella sensazione di caldo! e perché no! anche qualche giorno afoso che sembri una vera estate! Buon fine settimana! ciao Cri : )

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  2. Un bel racconto che mi ha coinvolta, incuriosita...Buon fine settimana, cara Cristina.

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    1. Grazie, sono già contenta che qualcuno abbia letto il testo e si sia incuriosito… Buon fine settimana a te ciao Cri : )

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  3. une belle atmosphère et des mots pour dire la chaleur dès le matin !
    c'est l'été !
    je te souhaite un joli weekend

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    1. Merci, l'été est que nous espérons que toutes les arrivées definitavemnte année comme il continue de pleuvoir de nous! Bon week-end à vous aussi! bonjour Cri :)

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  4. Anche a me è piaciuto il racconto.

    podi-.

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    1. Grazie Carlos! mi fa molto piacere! Buon fine settimana! ciao Cri : )

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  5. aspettare si, oggi a questo mondo bisogna anche saperlo fare

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    1. Certo, in un mondo in cui ogni cosa deve essere assorbita in fretta… grazie del passaggio.

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  6. Cara Cristina perche non continui a scivere e a regalare emozioni? Sei riuscita a spostare l'attenzione da una telefonata noiosa ad un merlo impaurito dalla presenza di un gatto che riesce fugacemente grazie all'aiuto di Stefanie a ritrovare il volo, libero. Son contento.

    Maurizio

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    1. Grazie Maurizio, un bellissimo complimento… chissà perché pensavo che le persone non leggessero i testi…ma devo ricredermi un po'… questo mi sprona ad approfondire questo mio lato… ho altro materiale che pian piano pubblicherò…grazie ancora! ciao Cri : )

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