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lunedì 10 ottobre 2016

Il mondo sta cambiando e questo esodo è inesorabile, dobbiamo metterci il cuore in pace e imparare a conviverci.


 


 

In risposta ai tanti commenti contro i profughi che rovistano nell'immondizia del mio paese.

Non credo che sia la cosa più grave vederli rovistare nei bidoni dell'immondizia, non credo che a loro piaccia farlo. Quando vedete queste persone pensate che sono lontani dai loro cari, molti probabilmente hanno visto morire genitori, sorelle e fratelli, forse sono stati torturati, hanno perso la loro casa, la loro sicurezza e non hanno visto altra scelta che scappare, forse spinti anche dai pochi parenti, ormai anziani, rimasti nel paese in guerra.

Non necessariamente sono degli ignoranti e magari molti hanno anche delle professionalità. Invece mi chiedo, visto che le cooperative prendono i soldi, come mai questi sono costretti a cercarsi i vestiti e altri oggetti in giro, come mai chiedono del cibo. 

Ho guardato negli occhi di alcuni di questi e ho visto la disperazione. 

Non dovrebbero mangiare alla mensa della cooperativa? Chi è peggio? Chi prende i soldi per arricchirsi o chi cerca di barcamenarsi in qualche maniera? Ho visto anche italiani e anziani cercare nell'immondizia ma in quel caso sembra si sopporti.

 


 

Mi fanno pena tutti e anche se la vita non è facile per nessuno in questi ultimi anni, sento di essere fortunata ad avere qualcuno a cui raccontare le mie cose, a cui appoggiarmi ogni tanto e viceversa, ad avere una casa dove dormire e scaldarmi.

Non sono questi ragazzi i nostri nemici ma chi ci instilla paura, odio e avversione. Vivo in questo paese e ad oggi nessun profugo mi ha disturbato, importunato, ovviamente ogni tanto chiedono soldi. A volte si dovrebbe avere una veduta più ampia, purtroppo le continue guerre portano a questo e nessun governo fa niente perché smettano di fare la guerra nei loro paesi.

Questi ragazzi sono dei poveracci, senza niente e senza affetti. Ridicolo ricordare che hanno il cellulare, che abbiano almeno quello per comunicare con chi è rimasto nei loro paese e altri amici.

Voi scambiereste la vostra vita e la vostra famiglia per un cellulare? Io no! Il problema non è facile da risolvere, devono essere le istituzioni che dovranno predisporre situazioni perché non si creino situazioni di conflitto.

Il mondo sta cambiando, tutto si trasforma e questo esodo è inesorabile e dobbiamo metterci il cuore in pace e imparare a conviverci. Chi lo fa prima, vive meglio. 

Cristina 

 

Tutte le foto sono state prese dal Web. Chi fosse contrario alla loro pubblicazione o voglia che scriva il suo nome sotto la foto lo chieda tramite un commento qui sotto. Grazie per la concessione.

venerdì 29 gennaio 2016

E' lecito, in nome della satira, offendere la memoria di un bambino innocente?



Recentemente il settimanale Charlie Hebdo ha pubblicato alcune vignette sulla vicenda del bambino annegato sulla spiaggia di Bodrum in Turchia, la cui morte ha commosso tutto il mondo. Un bimbo riverso sulla spiaggia con la sua bella t-shirt rossa, di cui sicuramente era fiero, pantaloncini blu come tanti altri bambini del mondo. Era un piccolo profugo siriano, Aylan, che con il padre e i suoi fratellini cercava una nuova vita, un futuro e la speranza di trovare pace in un altro mondo e invece, in una giornata di settembre, ha trovato la morte. 
La prima vignetta che ho visto, è che mi ha profondamente turbata e addolorata per l'insensibilità e l'esposizione alla volgarità, rappresenta il piccolo sulla spiaggia e un uomo che corre dietro a una donna per palpeggiarla con scritto "Che cosa sarebbe diventato il piccolo Aylan da grande? Un palpeggiatore di sederi in Germania."
La seconda vignetta con un clown ridente che dice "Due bambini al prezzo di uno".

Può la satira oltrepassare certi limiti? Può offendere la memoria di un bambino innocente? Cosa può provare il padre che ha perso i suoi figli?
Propongo a chi ha disegnato queste vignette di chiudere per un attimo gli occhi, di pensare a proprio figlio, nipote o figlio di un amico. Di immaginare che un giorno, non per sua volontà, di doversene andare, affrontare il mare e vedere proprio figlio così piccolo in un viaggio impensabile per noi. La paura, il freddo, un immenso mare e poi cadere in acqua trovarsi tra le onde e non saper reggere al mare che lo travolge, perdere i due figli che aveva in braccio, e ritrovarli lungo le rive della Turchia.
Immagini che questo possa essere suo figlio e poi di vederlo deriso in vignette satiriche giustificate da non si sà che cosa. Immagini l'offesa che hanno inferto, la profonda umiliazione al padre e alla sua famiglia. Alla dignità umana calpestata!

Dov'è la pietas, sentimento d'amore e compassione per le altre persone indipendentemente da dove provengono. Dov'è il rispetto?
Credo non ci sia capacità di empatia, perché altrimenti queste orrende vignette non troverebbero posto in un settimanale che, pur essendo di satira, dovrebbe porsi dei limiti. Solo perché la satira è tale non le dovrebbe essere concesso tutto! 
Dopo aver visto la vignetta ho cercato di dimenticare quel che avevo letto ma il pensiero mi girava in testa e dopo un po' è scesa una lacrima sul mio viso pensando a quel bimbo innocente a cui è stato attribuito un concetto a lui estraneo. Avrebbe potuto diventare uno scienziato, un insegnante o la persona, che incontrando un giorno per sbaglio, salvargli la vita o aiutarlo in un grave momento di difficoltà. Questo non lo sapremo mai perché una vita è stata stroncata e le si deve rispetto. Sentimento che non riesco ad avere per chi ha creato e ideato queste vignette. Questa non è libertà di espressione ma continue provocazioni che diventano fonte di rabbia incontenibile!


Immagini prese dal web.

venerdì 4 settembre 2015

Chiusura blog.

Può essere che un giorno chiuda il blog. 
Per stanchezza, per delusione e perché 5 anni sono tanti. 
Se non lo vedete più sapete perché. 
Non ho neanche tanta voglia di dare troppe spiegazioni. 
Per quanto mi riguarda ho dato.

Ciao Cristina




martedì 18 agosto 2015

Social Network tanto Amata, tanto Odiata.



Con fb ho visto di tutto!

Rivisto i miei vecchi amici. Alcuni li ho frequentati con piacere e notato che sono rimasti tali e quali. 

Ho visto cose che non avrei mai voluto vedere e, per come è strutturato questo social network, è inevitabile come respirare l'aria. Foto orribili di animali torturati, per una buona causa, dicono, per carità, ma in realtà ho ancora nella memoria quelle orrende immagini.
Storie illustrate di forte degrado e di guerra con spargimento di sangue.
Inutile spuntare la voce “non seguire più”, perché ci sarà un altro amico che le pubblicherà.

Ho visto anche innumerevoli cartoline simpatiche e comiche con battute a volte un po' stupidine, cartoline con perle di saggezza, che se lette ogni tanto sono perfette, ma lette tutti i giorni, giorno dopo giorno, assumono un sapore arrogante, saccente e presuntuoso.
Ho imparato che i padroni dei cani, se non sono pazzi d'amore per i loro Amici poco ci manca. Mi meraviglio che non abbiano ancora spodestato il proprio coniuge.

Ogni giorno si leggono gli umori e le "lune" di tutti. E perché piove e perché non piove, e perché fa caldo è perché fa troppo freddo. Chi si lamenta tutti i giorni e non è mai contento. Quasi mai un discorso intelligente, e se si scrive un pensiero più approfondito, rispondono che l'argomento è troppo serio ed è meglio parlarne in altra sede. Questo fa capire presto che nei social network non si deve mai esprimere veramente la propria idea ma, come in un'osteria di paese, si lanciano stupidaggini in continuazione. Non mancano persone che invece di commentare semplicemente si mettono a discutere e nei peggiori dei casi ad offendere.

Ogni giorno si assimilano numerose notizie sulla vita privata di amici e conoscenti. A volte anche troppo delicate e dolorose.
Persone che pubblicano decine e decine di post al giorno e mi chiedo dove trovano il tempo per la loro famiglia, il lavoro? Disattenzione verso il proprio partner e tentazioni possono distruggere anche un matrimonio.
Un altro bel argomento, il lavoro. E’ mai possibile che si debba entrare nei social network durante l’ora di lavoro distraendosi dalle proprie mansioni?

La cosa interessante di questo social network sono gli aggiornamenti che si possono avere con politici o alcune istituzioni che ci possono interessare ma quelli si trovano anche nei loro blog o siti internet.

Si trovano gruppi molto interessanti di fotografia, ma anche gruppi di totale stupidità da cui mi sono dissociata immediatamente ponendomi la domanda sul livello di pensiero del popolo medio?

Cosa succede quando si entra in un Social Network?

E' un continuo guardare il cellulare per vedere chi ha pubblicato, chi ha lasciato un messaggio, una chiamata in chat, si pensa di guardare solo per un attimo ed eccoci a scorrere le pagine e il tempo vola e dopo mezz’ora ci accorgiamo che la pasta è scotta, che intanto il negozio sotto casa ha chiuso, ma non c’è problema, la spesa la faremo domani. Rimandiamo al giorno dopo il cambio degli armadi e quando lo facciamo non lo facciamo con la precisione di una volta e anno dopo anno si accumula tutto ciò che non ci serve.

Siamo in autobus e ci attacchiamo al cellulare, al supermercato in fila alla cassa e non vediamo neanche chi c’è intorno. Ieri una ragazza, e dietro di lei, un ragazzo, entrambi al cellulare, hanno creato una coda molto lunga, non perché c’era molta gente ma semplicemente perché non avanzavano verso la cassa. 
La situazione peggiore sono coloro che usano il cellulare in auto rallentando il traffico oltre a essere pericolosi per se stessi e per gli altri.
Un giorno ho osservato un gruppo di ragazzini, uno di fianco all’altro senza parlarsi e tutti con la testa china sul cellulare in cerca di una vita che non c’è.

Chi leggeva molti libri rallenta la lettura fino quasi a smettere di leggere scambiando la cultura con la spazzatura.

Inutile negarlo, i social network, di qualunque tipo siano, creano dipendenza alterando il senso reale ed i ritmi della vita.

Una volta si raccontava ai propri amici tutto al rientro delle ferie, oggi è un continuo dimostrare dove si è in quel istante, al ristorante, in pizzeria, passeggiate in montagna, viaggi favolosi o al mare vicino casa.

Se non si pubblica è come se non si avesse fatto niente, non si esistesse. Io esisto perché presento la mia vita in internet. Poco importa il prezzo da pagare. Stress, perdita di sonno, disordine mentale.
Alla fine quello che potrebbe essere un mezzo di comunicazione per aprirci al mondo, lentamente crea delle pareti invisibili che partono da lontano e man mano che passano i giorni e gli anni, si stringono intorno a noi con il rischio che non interagiamo più con il nostro vicino.

Il problema peggiore è che le persone non se ne accorgono e negano l’evidenza. Giusto fare l’esperienza ma uscirne ancora di più.
O mantenere un giusto distacco ma questo non è facile.
Il problema è che con il tempo abbassa la nostra attenzione e la ricerca di situazioni più intelligenti e interessanti creando un impoverimento intellettuale. 

Quando si smette ci si sente liberati e la vita nuovamente in mano nostra senza giudizi, confronti e pregiudizi.
Noi e la nostra vita e quello che "scegliamo" di vedere e leggere per noi stessi.

Cristina 

martedì 17 dicembre 2013

La famiglia e i suoi valori.


Si parla tanto della famiglia, quella normale, padre, madre e figli. Ma esiste ancora quella bella, duratura e intatta? Poche direi. Divorzi, separazioni, convivenze, seconda e terza unione sono all'ordine del giorno. Il giuramento fatto in buona e cattiva sorte non ha più valore. La famiglia si è distrutta da sé, non servono leggi, ne comandamenti. Comincia con i propri egoismi, la non voglia di fare sacrifici e rinunce. Le scappatelle (di solito dalla parte di lui) per cercare facili emozioni ed evadere dalla routine. Oggi tutto questo accadde alla luce del sole, anche i figli che nascono fuori da un legame matrimoniale e non sempre vengono riconosciuti come la figlia di Claudio Villa, Manuela, che ha vissuto questo dramma e soltanto dopo la morte dell'uomo che l'ha concepita, la legge le ha dato ragione. Altre persone solo dopo una vita vissuta hanno ammesso la loro paternità. Che tristezza! Nel passato erano le madri che tenevano insieme la famiglia, soffrivano, si sottomettevano a questi mariti prepotenti anche perché dipendevano da loro economicamente e per dare ai figli una casa, una famiglia.
Era triste anche quando i figli nati fuori dal matrimonio con altre donne finivano in istituti, figli di NN e le loro madri subivano il disprezzo della società. Ho conosciuto donne che mi raccontavano di questa loro triste vita. Un argomento questo della famiglia, oggi più che mai difficile da trattare. E' la quinta versione che scrivo e voglio parlare e svegliare qualche coscienza.
I valori sono in bilico da anni, l'amore sostituito dalla parola sesso, sembra uno sport che si fa quando si ha voglia. Le occasioni si presentano sempre e adesso c'è anche internet con un'offerta enorme che incita al tradimento.
Non so come una società che nega tutto, l'onestà, la fedeltà, il rispetto, la fratellanza possa sopravvivere.
I figli crescono con squallidi esempi da parte degli adulti, e allora cosa c'è da aspettarsi quando un padre dice "sei sempre mia figlia anche se ho un'altra donna".
I figli per crescere sani hanno bisogno di una famiglia sana dove c'è armonia e calore: semplicemente amore.

Edith


Questo articolo è stato scritto da Edith. Vorrei ricordare che di recente ho aperto un blog Le rubriche di Edith in cui pubblico articoli e poesie scritte da mia madre Edith.


sabato 18 maggio 2013

Storie di Ordinaria Disoccupazione.





Una donna seduta su una panchina osservava il mondo con un leggero distacco. Chioma grigia con capelli mossi, spettinati e morbidi. Mi guardava mentre mi avvicinavo a lei, la sua bici appoggiata alla rete. Sedetti accanto e chiusi gli occhi al sole. Dopo qualche minuto l’inevitabile battuta sul tempo e come fosse bella quella giornata, oziosa e calda d’estate. I discorsi erano distaccati ma dopo un po’ si arrivò al punto che in molti abbiamo in comune.
E così scoprì che dietro a quella donna non più giovane per lavorare ma abbastanza per vivere una vita di interessi e passioni, la vita era cambiata. Insegnante di una scuola privata perde la sua occupazione all’età di 52 anni. Mi racconta che prima aveva una vita movimentata, usciva con la sorella e la loro compagnia ma ora non può più reggere i ritmi di spesa e così pian piano si è isolata dal suo passato per trovare nuovi ritmi.
I suoi capelli grigi, non più tinti per risparmiare, mi ha fatto scoprire che ancora oggi si preparano in casa i detersivi per lavare i piatti, il bucato e le creme per i capelli. Ha venduto l’auto che resta un ricordo di viaggi lontani ed ora si muove solo con la bici per andare in biblioteca in centro città dove ogni mattina può leggere un buon libro, senza pagare, e dove può vivere una parvenza di normalità, di integrazione in un tessuto sociale da cui è stata estromessa e non ha più speranza di rientrare. Ha smesso di cercare un impiego. Chi assume una donna di 56 anni?
Mi racconta che non cerca più la compagnia della sorella perché ormai è un altro mondo che non le appartiene più. Mi spiega che, nonostante tutto, ha acquisito una serenità che nella vita caotica lavorativa non si trova, una certa tranquillità, lentezza dello scorrere del tempo e la gioia di poter ammirare la natura e la vita come non era riuscita prima.
Mi parla di una sua amica che è in una situazione peggiore ed è dovuta tornare dai suoi genitori, non esce mai di casa, non ha entrate di nessun tipo e purtroppo con l'impiego che faceva non ha potuto risparmiare. Non riesce a trovare neanche un lavoro da badante o da donna delle pulizie con una certa continuità.





Un giorno al mercato, sole, confusione, tanta gente di tutti i colori, da noi è così. Brusio, venditori che richiamano la folla ad acquistare i loro prodotti proponendoli come i migliori. Nonostante tutto c’è una certa allegria con invito alla vita e alla gioia, poi noto qualcosa di strano alla mia destra, mi giro e in mezzo a tanta confusione, al di là del marciapiede, vedo un uomo, curvo, piccolo, sbarbato e ben pettinato, con lo sguardo basso come a voler diventare trasparente. Si avvicina ai cassonetti e rovista dentro ad essi in cerca di cibo o altro che riponeva in un carrellino della spesa.
Mi si è stretto il cuore, mi sono avvicinata, avrei voluto parlargli, condividere la sua disperazione ma ho notato in lui una certa dignità, si vedeva benissimo che non era una sua condizione abituale, si capiva benissimo che forse era un impiegato, che in passato aveva una vita normale, di lavoro, una moglie, uscite con gli amici, un caffè al bar e quattro chiacchiere. In passato ma ora questo, quasi di nascosto mi avvicino a lui per dargli 5 euro, sapevo che non gli cambiava la vita, altro non avrei potuto fare, ma volevo che sentisse la solidarietà, non l’ho quasi guardato in viso per pudore per non scoprire il suo dolore e umiliarlo. Mi sono allontanata senza girarmi se non quando ero dall’altra parte del marciapiede, in mezzo alla folla, al brusio della vita con un dolore in più, la consapevolezza che questo può capitare a tutti, ma era sparito! Un giorno hai il mondo tra le mani e l’altro sei nel baratro.

Non avete idea di quante persone si incontrano quando non si lavora passeggiando per le vie del proprio quartiere, soprattutto donne oltre i 50 anni che non hanno un impiego. Ieri ho incontrato una signora che raccoglieva delle erbette dai cespugli e incuriosita le ho chiesto cosa ne facesse e lei mi spiega che le impasta con la pasta delle tagliatelle, o le abbina al riso. Lo fa per passare il tempo oltre che per risparmiare. Raccoglie di tutto, conosce bene le erbette della natura. Anche questa signora, con i suoi 65 anni ha particolari problemi, non di lavoro perché pensionata, ma dopo la morte del marito le hanno unito e diminuito la sua pensione con quella del coniuge. Se non avesse la pensione del marito avrebbe una pensione mensile più alta.

In contrapposizione ci sono altre situazioni, rare, positive ma ingiuste a causa di leggi che vengono scritte senza pensare alle diseguaglianze sociali. Anna, ancora molto giovanile, capelli scuri, viso sorridente ha sempre una parola gentile racconta che quest’anno và in prepensionamento obbligatorio con abbassamento della pensione. Una donna che ha lavorato tutta una vita, ma chi non l’ha fatto? Un buon lavoro, un quadro e ora a 57 anni, da maggio, è in prepensionamento con una pensione di tutto rispetto e importante. E’ dispiaciuta per le altre donne e quasi si sente a disagio perché si rende conto che è fortunata, iscritta all’editoria, percepisce già la pensione da maggio del 2013, cioè quest’anno, questo mese. Al contrario di donne disoccupate coetanee che percepiranno la prima pensione a 67 anni e ½. Non si capisce questa disparità di trattamento.

Una bella coppia, lei, scura di capelli, carattere vivace e un po’ infantile. Lui alto, un buono che accudisce la sua sposa. La luna di miele l’hanno saltata perché non sapevano se un domani c’era ancora l’impiego in quella grande azienda. Infatti dopo un mese dal matrimonio perde il lavoro dopo 15 anni di fedeltà, di tensioni, di rinunce, la storia di tanti, cassa integrazione e il dolore per non avere un futuro, un figlio tanto desiderato. Lei non trova pace e sono anni che non riesce ad essere stabile in un’azienda, tutti impieghi provvisori. Il figlio tanto atteso e voluto dovrà aspettare.

Storie di tanti e chi apre gli occhi e il cuore li può vedere ed ascoltare. Nessuno è indenne da questo e nessuno si può sentire al sicuro perché tutte queste persone erano, non barboni, non persone disagiate da famiglie con problemi, ma impiegati, maestre, infermiere, disegnatori, dirigenti eppure da un giorno all’altro hanno dovuto inventarsi una vita nuova di rinunce e di accettazione. Non rassegnazione ma accettazione, alcuni anche rassegnati e questo è il peggio.


Tutto quello che ho scritto è reale, tranne i nomi, sono i racconti delle persone e l'osservazione della vita dall'altra parte della barricata.

Cristina Deboni



venerdì 3 maggio 2013

Un piccolo regalo (?) dal cielo, diamanti grezzi... grandinata a Verona!








Questo pomeriggio è avvenuta una veloce ma intensa grandinata a Verona, come tanti diamanti grezzi caduti dal cielo! 
Auto bottate e qualche parabrezza incrinato o rotto, tendoni dei balconi bucati... una paura... mai vista una grandinata del genere! Si è preannunciato con rumori sordi e molto forti, a tratti come oggetti caduti avanzava verso la casa come un'onda del mare!

Più la paura che i danni... almeno da noi!

Ciao Cri : )



martedì 4 settembre 2012

Divagazione sul Tema delle Posate.


Titolo: Mettiamo ordine nell'Unione Europea. 



Nelle situazioni difficili il dialogo è la migliore soluzione.



Unire le propri idee per una coesione più forte.



 Sostenere il più debole in caso di necessità.


Ciao Cri : )



mercoledì 1 agosto 2012

Molti siti turistici e commerciali copiano le foto, non pagano e non chiedono il permesso per pubblicarle!


Ho scoperto di recente una nuova funzione che si chiama Google Immagini in cui si può vedere chi copia le nostre foto. Per curiosità ho fatto alcune prove con alcune mie foto e ho trovato immediatamente dei siti commerciali e turistici che hanno pubblicato alcune mie foto senza il mio permesso.
Alcuni siti mettono il link e mi sta bene perché le persone cliccando sopra le foto arrivano direttamente al mio blog, altri siti riprendono alcuni post per segnalare i migliori blogger o siti di qualità e questo mi fa piacere, meno bene se non si legge il mio nome e non c'è il link di riferimento. 

Ho già scritto a due siti e quando ho detto a loro che dovevano mettere il mio link, hanno preferito levare la foto ma intanto l'hanno avuto per un pò di tempo senza permesso e compenso alcuno!

Messaggio a chi ruba le foto senza chiedere il permesso e senza postare almeno il link, non ai blogger che usano le foto per salutare gli amici come in alcune chat che trovo divertente, ma ai siti commerciali che non linkano la foto con l'indirizzo del blog!

Voi state rubando un prodotto che è il risultato di anni di lavoro, studio e ricerca, anche di spese, perché per fare le foto oltre che gli apparecchi fotografici, computer, programmi costosi, ci sono le spese per il viaggio, tempo e tutto quello che ne consegue. Oltre a non pagare il lavoro di chi ha prodotto la foto voi sicuramente venite pagati per un lavoro che non fatte quale andare sul posto per fotografare i posti scelti o pagare una agenzia di fotografie!

Ho scoperto di recente che c'è la possibilità di notificare a http://www.google.it/dmca.html#notification questi siti.

Quindi

ATTENZIONE
Questo sito controlla, con Google Immagini, se altri siti commerciali prelevano foto per propri fini senza
 permesso o senza mettere il link del sito.

I diritti sono riservati e le foto coperte da copyright.

Ricordo che si può notificare a Google tali siti con la conseguenza dell'oscuramento della pagina o del sito responsabile.
Per quanta riguarda "esplorando" sono esclusi coloro che copiano le foto come cartoline di saluto amichevole tra blogger lasciando la firma che si trova sulla foto, o chi scrive il link del sito esplorando.
Sono benvenuti i siti che segnalano i migliori blog o post.


giovedì 10 maggio 2012

martedì 8 maggio 2012

Il giorno precedente al 95° Giro d'Italia con quarta tappa a Verona.


Domani, 9 maggio 2012, Verona ospita la quarta tappa del 95° Giro d'Italia con partenza da San Zeno fino a Parona, Pescantina, San Pietro in Cariano e rientro in città con arrivo in Piazza Bra. La corsa è prevista dalle ore 13 alle 17,30. 
Passeggiando lungo il lungadige Attiraglio ho potuto fotografare al volo i ciclisti nel loro allenamento e conoscenza del percorso.


lunedì 30 aprile 2012

Il riposo nell'abbandono dell'indifferenza.





Accolto dalla dolcezza primaverile della natura
e dal calore del sole.
Da quel che appare una bella immagine,
ma la realtà è ben diversa.




mercoledì 25 aprile 2012

25 aprile 1945 - 2012 Giorno della Liberazione d'Italia.






Ecco i nostri caduti di oggi...

Giulio, Alessandro, Maria, Carlo, Mario, Antonella, Paolo,
Matteo, Giancarlo, Marco, Franco...


...i nomi sono casuali,
ma potrebbero essere nostri amici,
familiari, parenti, vicini di casa.
Questi nomi sono una strage in atto dal 2009 al 2012,
sono i nostri caduti di oggi, senza gloria e riconoscimenti,
da molti considerati deboli.
Uomini e donne che hanno perso la speranza,
la fiducia nel futuro e, al contrario dei partigiani,
la forza di lottare, schiacciati da uno stato indifferente.
Sono vittime suicide di questa guerra, 
la guerra della finanza.

Oggi non c'è liberazione, non c'è speranza,
non c'è rispetto per la vita e per l'uomo.

Non c'è etica, né morale, 
né giustizia e gloria.

Si è perso di vista la centralità dell'uomo
e lasciato spazio al denaro, al potere e alla corruzione.

Non è questo il futuro per cui hanno lottato
i nostri partigiani sacrificando la loro vita.


martedì 10 aprile 2012

Esodati si, esodati no! Neet si, neet no! Imu si, Imu no! Art 18 si, art 18 no!


Sembra un vecchio ritornello di una canzone di tantissimi anni fà 
di Elio e le storie tese!

Esodati si, esodati no! 
Gli esodati, forse, e dico forse, avranno un aiuto.
I non esodati chi se ne frega!


Un limbo tra i 60 e i 67 anni! 
Ne lavoro e ne pensione
e intanto ci sono donne di 70 anni che si gettano dal balcone
perché hanno abbassato la pensione!


Neet si, neet no! 
Chi non lavora e non studia ma vive con i genitori, 
e loro come verranno aiutati?


Intanto paghiamo l'Imu! 
Chi se ne importa se lo Stato vuole i soldi
e la pensione l'ha rimandata!

E leviamo pure l'articolo 18,
importante conquista ma non al passo con i tempi!
Ma c'è un tempo per il giusto 
e un tempo per il sbagliato?

Lo Stato vuole che tutti pagano le tasse, giusto,
ma perché lo Stato non paga le imprese
a cui hanno dato lavori pubblici?
C'è qualcosa che mi sfugge?

Intanto imprenditori si uccidono
perché non riescono a pagare i propri dipendenti!

Esodati, Neet, Imu, art 18
sono alcune delle nuove e vecchie parole 
per ricordarci che stiamo annegando.

Ci vuole la laurea per capire che se "il popolo",
spennato come un pollo, senza lavoro,
senza soldi da spendere l'economia crolla?
Se crolla l'economia crolla tutto, fabbriche,
attività commerciali, industrie e agricoltura!

Non sono i pochi milionari che tengono su l'economia,
è la massa che spende e la massa ora è più povera di prima!
Ma questo forse è solo un effetto collaterale
per migliorare l'economia! 
Prendiamola con il sorriso, loro lo fanno...

Ai posteri l'ardua sentenza!



lunedì 6 febbraio 2012

Un sogno coltivato sin da piccoli...



...per un'unione avvenuta parecchi anni dopo.



Illustrazione realizzata per un concorso vinto nel 1970.


Insieme uniti, il più forte da solo, 
chi si fa aiutare e chi si arrangia con le proprie forze,
di tutte le età insieme per un'Europa unita.
Un sogno difficile da mantenere!

Un disegno del passato, un sogno per molti.

Chi lo avrebbe detto che le difficoltà
avrebbero incrinato e deluso quel sogno tanto ambito?



venerdì 3 febbraio 2012

Cosa succede a questo mondo?




Pensavo di pubblicare altre foto, allegre, colorate e divertenti
ma non posso fare a meno di scrivere dell'ultima novità.
Chi stupra in gruppo ha la possibilità di avere gli arresti domiciliari.

Cosa succede a questo mondo?
Dove stiamo andando?
Le donne devono avere ancora paura?

Questo mondo và a rotoli, si torna indietro,
si torna all'inciviltà
dove la violenza sulle donne non viene
considerata abbastanza grave da lasciare i colpevoli
in carcere.


Sono
profondamente
indignata.


La morte della giustizia.


giovedì 12 gennaio 2012

A volte mi chiedo...




A volte mi chiedo...



cosa ci faccio nel web...



mi guardo in giro e vedo un mondo allo sfacelo, meglio il mondo virtuale?...



uhm... dovrò pensare come andare avanti...



eppure mi piace esprimere la mia creatività...



ma quanta fatica e tempo e non ci pagano neanche...



"ehi tu? cosa ci fai quà? pussa via!"...
e la firma dove la metto se poi mi copiano le foto?
non la posso mica mettere al centro?



a volte mi gira storto...
e poi...che delusione la pubblicità!



ho dei dubbi...



beh...sono stufa anche di scrivere e me ne vado!


Tanto lavoro, sacrifici per niente per ritrovarsi in mano il niente.
Grazie governi del passato, grazie perché ora c'è tanta professionalità sprecata e gettata nel nulla!
Tanti bravi creativi, tanti capaci ingegneri, tanti bravi chimici,
tanti esperti medici, tanti...tanti.. etc etc a spasso! come se fossero degli incapaci!
Grazie perché non abbiamo più fiducia nel futuro e la negatività ha invaso l'ottimismo
e creato una muta rassegnazione,
forse neanche muta, ma rassegnazione resta.

Ci dicono, rimettetevi in discussione...
è tutta la vita che ci mettiamo in discussione...
la conquista del lavoro, di una posizione e del rispetto,
dimostrare che si è capaci, è tutta la vita che si deve dimostrare.
E che palle! 
E poi se hai vent'anni, trent'anni e quarant'anni capisco...ma dopo i cinquantacinque anni
chi ha voglia ancora di mettersi in discussione?
Chi ha ancora voglia di correre per dimostrare per l'ennesima volta che si è capaci!
Ma un pò di pace? Noo?

Forse per avere un pò di pace prendiamo una ramazza
e iniziamo a pulire le scale e forse lì ci lasceranno in pace.
Ma ci piacerà questa soluzione se il nostro cervello non ha più 
la possibilità di lavorare e di esprimersi?


mercoledì 4 gennaio 2012

Cronaca di una faticosa scalata! Ritagli di fotogrammi del nostro tempo.





La montagna è alta e la salita si prevede faticosa...



la scalata è iniziata... con le mani ci aggrappiamo con tutte le nostre forze...



alla ripida parete di neve, 
forse la via è un po azzardata e pericolosa ma capiamo necessaria...



per poter giungere alla cima della montagna ed ammirare così l'azzurro del cielo...
non dimentichiamoci imbracature e corde per aiutare i più deboli.

Grazie!  : )



domenica 4 dicembre 2011

La partita è terminata! Ecco i risultati che sapevamo già...


 ...e come al solito fanno cassa con i più poveri! 



Fine della partita...

contributivo per tutti...
vecchiaia donne a 62 anni dal 2012 e 66 anni entro il 2018...
uomini a 66 anni dal 2012...
anzianità 42 anni per gli uomini e 41 per le donne...
dillo tu a un operaio o un muratore, a un contadino
e soprattutto a un disoccupato con famiglia di 50 anni...
non pensano alla disperazione che questo provoca in tante famiglie?




Stop alla rivalutazione delle pensioni e tante altre manovre che è meglio non pensarci...

Salviamo l'Italia... o diciamo piuttosto salviamo l'Italia per salvare i più ricchi 
perché in caso di default hanno più da perdere loro 
piuttosto chi non ha niente e allora tanto vale levare il niente dal niente!

Ringraziamo doverosamente e inchiniamo la testa a tanta equità!
Ringraziamo perché anche chi si è comportato bene e ha
risparmiato ora si trova un futuro buio e di forti rinunce
e per molti di vera povertà, altro che crescita,
solo per permettere a questi spendaccioni
di ripagare i LORO debiti con i NOSTRI soldi!

Si leva il sostentamento ritardando le pensioni quando le aspettavamo
ma ci fanno pagare immediatamente l'IMU.


Grazie mon amour! 
Bel Natale ci hanno preparato!